Voglio cambiare lavoro: come cercarlo mentre lavori
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Hai un lavoro, ma vuoi di meglio: piu' paga, orari umani, meno strada. Cercarlo mentre sei ancora assunto e' la posizione piu' forte che ci sia, a patto di non bruciarti con una mossa sbagliata. Qui trovi i passi in ordine: cosa decidere prima, come cercare senza farti scoprire, come dimetterti nel modo giusto e cosa portarti via.
Intanto guarda chi assume vicino a te
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I passi, in ordine
Decidi cosa vuoi davvero e confronta la paga in chiaro
- Cosa fare
- Scrivi tre numeri: la paga minima che accetti, l'orario che vuoi, i chilometri massimi da casa. Sulla mappa di JobMatch la paga e' sempre in chiaro: confrontala con la tua RAL (retribuzione annua lorda, la cifra scritta sul contratto prima di tasse e contributi). Ricorda che il netto in busta e' piu' basso: nel 2026 l'IRPEF (l'imposta sul reddito) e' del 23% fino a 28.000 euro, del 33% da 28.000 a 50.000 e del 43% oltre, piu' i contributi INPS a tuo carico e le addizionali regionali e comunali. Se un annuncio non dice la paga, chiedila al primo contatto.
- Dove
- Mappa di JobMatch per confrontare gli annunci; scheda «Aliquote e calcolo dell'Irpef» dell'Agenzia delle Entrate per capire quanto resta netto Fonte ufficiale
- Entro quando
- Nessuna scadenza: fallo prima di candidarti, cosi' scarti subito gli annunci che non ti servono
Cerca con discrezione, senza farti scoprire
- Cosa fare
- Cercare un altro lavoro mentre sei assunto e' legale: l'unico limite e' l'obbligo di fedelta' (art. 2105 del codice civile), cioe' non lavorare per un concorrente e non portare fuori informazioni riservate finche' sei dipendente. Non usare mail, telefono o computer aziendali per candidarti e chiedi colloqui fuori orario, in pausa pranzo o online. Come referenze indica ex colleghi o ex capi, non l'azienda attuale: le agenzie per il lavoro non possono chiedere referenze al tuo datore senza la tua autorizzazione esplicita (codice di condotta approvato dal Garante privacy). Se un selezionatore insiste per chiamare il tuo capo, puoi dire di no.
- Dove
- Tutto da JobMatch (profilo e candidature); le regole sulla riservatezza dei candidati sono del Garante per la protezione dei dati personali Fonte ufficiale
- Entro quando
- Nessuna scadenza: vale per tutta la ricerca, fino al giorno in cui firmi
Valuta l'offerta prima di dire si'
- Cosa fare
- Chiedi tutto per iscritto: RAL, tipo di contratto (indeterminato, determinato, apprendistato), livello e CCNL applicato (contratto collettivo nazionale di lavoro: il testo che fissa minimi di paga, ferie e preavviso del tuo settore), orario, sede, durata della prova, benefit (buoni pasto, welfare, auto). Hai diritto a ricevere per iscritto le condizioni essenziali del rapporto: lo dice il decreto trasparenza (D.Lgs. 104/2022). Confronta il netto, non solo la RAL: 2.000 euro lordi in piu' possono valere meno di un buono pasto o di mezz'ora di strada in meno. Se ti propongono un patto di non concorrenza (un accordo che ti vieta di lavorare per concorrenti dopo l'uscita), leggilo due volte prima di firmare.
- Dove
- Nella lettera di assunzione o nella bozza di contratto che l'azienda ti manda; il D.Lgs. 104/2022 e' su Normattiva Fonte ufficiale
- Entro quando
- Prima di firmare. Non accettare a voce: l'accordo vale quando hai il documento con la data di inizio
Trova il tuo preavviso nel CCNL e fissa le date
- Cosa fare
- Il preavviso e' il tempo che devi continuare a lavorare dopo aver dato le dimissioni: lo fissa il tuo CCNL e cambia con livello e anzianita' (da pochi giorni a qualche mese). Cerca il tuo contratto nell'archivio pubblico del CNEL, oppure guarda la busta paga: il CCNL e' scritto li'. Con quella durata in mano concorda la data di inizio col nuovo datore: data di inizio meno preavviso e' l'ultimo giorno utile per dimetterti. Se vuoi uscire prima, puoi chiedere al vecchio datore di rinunciare al preavviso, ma solo per iscritto.
- Dove
- Archivio nazionale dei contratti collettivi del CNEL (settore privato, contratti vigenti): cerca per settore o per codice CCNL indicato in busta paga Fonte ufficiale
- Entro quando
- Prima di fissare la data di inizio col nuovo datore
Dai le dimissioni online (l'unico modo valido)
- Cosa fare
- Dal 12 marzo 2016 le dimissioni si presentano solo per via telematica: una lettera cartacea o un'email non valgono. Entra nel portale Servizi Lavoro del Ministero con SPID o CIE (l'identita' digitale o la carta d'identita' elettronica), scegli «Dimissioni volontarie», il sistema recupera da solo i dati del tuo rapporto: indica la data di decorrenza e invia. Se non hai SPID o non te la senti, puoi farlo gratis tramite un patronato, un sindacato, un consulente del lavoro o una sede dell'Ispettorato del lavoro, che trasmettono la comunicazione per te. Il datore e l'Ispettorato la ricevono subito e hai 7 giorni per revocarla con la stessa procedura.
- Dove
- Portale Servizi Lavoro del Ministero del Lavoro (servizi.lavoro.gov.it), servizio «Dimissioni volontarie», con SPID o CIE; oppure tramite patronato, sindacato, consulente del lavoro o Ispettorato Fonte ufficiale
- Entro quando
- Solo dopo aver firmato il nuovo contratto, e almeno un preavviso intero prima della data di inizio. Revoca possibile entro 7 giorni dall'invio
Supera la prova nel nuovo posto (e sappi cosa rischi se salta)
- Cosa fare
- Il periodo di prova (le prime settimane in cui tu e l'azienda potete lasciarvi senza preavviso e senza motivo) deve essere scritto nel contratto e non puo' superare 6 mesi; nei contratti a termine conta un giorno di prova ogni 15 giorni di contratto: minimo 2 giorni, massimo 15 se il contratto dura fino a 6 mesi e massimo 30 se dura tra 6 e 12 mesi. Malattia o infortunio allungano la prova, non la annullano. Se durante la prova vuoi andartene tu, anche allora le dimissioni passano dal portale online e hai gli stessi 7 giorni per ripensarci (lo ha confermato la Cassazione nel 2025). Attenzione al buco: se ti sei dimesso da un tempo indeterminato e nei 12 mesi successivi il nuovo datore ti manda via, la NASpI (l'indennita' di disoccupazione INPS) spetta solo se hai almeno 13 settimane di contributi dopo le dimissioni.
- Dove
- Nel tuo contratto (clausola sulla prova) e nel CCNL; la regola sulla NASpI e' nella scheda INPS «NASpI: indennita' mensile di disoccupazione» Fonte ufficiale
- Entro quando
- Dal primo giorno fino alla fine della prova scritta nel contratto (massimo 6 mesi)
Ritira quello che ti spetta e controlla i contributi
- Cosa fare
- Con l'ultima busta paga arrivano il TFR (trattamento di fine rapporto: la liquidazione accantonata ogni anno, tassata a parte), le ferie e i permessi non goduti pagati in denaro (alla cessazione e' l'unico caso in cui si possono monetizzare) e i ratei di tredicesima e quattordicesima. Chiedi la Certificazione Unica (il riepilogo dei redditi che serve per la dichiarazione): dopo la cessazione il datore deve consegnartela entro 12 giorni dalla richiesta. Porta con te attestati di corsi e certificazioni fatti in azienda: chiedili prima dell'ultimo giorno. Dopo qualche mese apri l'estratto conto contributivo INPS e verifica che i contributi dell'ultimo periodo siano stati versati; se il vecchio datore non paga il TFR perche' e' fallito, c'e' il Fondo di garanzia INPS.
- Dove
- Ultima busta paga e ufficio personale del vecchio datore; estratto conto contributivo sul portale INPS (con SPID, CIE o CNS) Fonte ufficiale
- Entro quando
- TFR e spettanze con l'ultima busta paga o nel termine fissato dal CCNL; Certificazione Unica entro 12 giorni dalla tua richiesta; controllo contributi dopo 2-3 mesi
Attenzione a
- Dimettersi prima di avere il contratto firmato. Una promessa a voce o una mail di benvenuto non sono un contratto: aspetta la lettera di assunzione con la data di inizio. Le dimissioni si possono ritirare solo entro 7 giorni dall'invio, dopo servono l'accordo del datore.
- Il preavviso non rispettato costa. Se te ne vai prima della fine del preavviso, il vecchio datore trattiene dall'ultima busta paga l'indennita' sostitutiva, cioe' la paga dei giorni non lavorati (art. 2118 del codice civile). Si salta il preavviso solo con una rinuncia scritta del datore.
- La clausola di non concorrenza. Vale solo se e' scritta, se ti pagano un corrispettivo e se ha limiti chiari di attivita', tempo (massimo 3 anni, 5 per i dirigenti) e luogo (art. 2125 del codice civile). Rileggi il vecchio contratto prima di accettare un posto in un'azienda concorrente, e non firmarne una nuova senza capire quanto ti lega.
- La NASpI non spetta a chi si dimette. Fanno eccezione le dimissioni per giusta causa (stipendio non pagato, mobbing, demansionamento), quelle nel periodo protetto di maternita' e paternita' e la risoluzione consensuale in sede protetta. Dal 12 gennaio 2025 sparire dal lavoro senza giustificazione oltre il termine del tuo CCNL (o 15 giorni, se il CCNL non dice nulla) permette al datore di chiudere il rapporto come dimissioni (legge 203/2024, art. 19) e ti toglie la NASpI. Non lasciare mai il vecchio posto contando sulla disoccupazione.
Questa guida spiega, non sostituisce: per la tua situazione precisa rivolgiti a un patronato, a un CAF o a un consulente del lavoro. Se trovi un errore scrivici. Contatti